Il naso del cane ci sorprende ancora…

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il naso del cane

Il naso del cane ci sorprende ancora una volta: è in grado di percepire deboli radiazioni termiche. Dunque il “tartufo” dei nostri amici quattrozampe non è solo 100 milioni di volte più sensibile rispetto al naso umano, ma può rilevare il calore corporeo delle prede. Il che dimostrerebbe perché i cani con vista, udito o olfatto ridotto siano ancora in grado di cacciare con successo.

E’ quanto emerge da una ricerca scientifica realizzata dall’Università svedese di Lund e dall’Università ungherese Eötvös Loránd di Budapest su alcuni esemplari di cani di razza Pastore Belga, Golden Retriever e Border Collie. Nello studio pubblicato su Scientific Reports i ricercatori dimostrano come la superficie della punta del naso del cane è piena di terminazioni nervose che ne rendono il funzionamento analogo a un “sensore a infrarossi”. Una capacità che in natura era nota appartenere solo ai coleotteri neri, alcuni serpenti e una specie di mammifero, il comune pipistrello vampiro.

«È una scoperta affascinante – ha commentato il famoso etologo Marc Bekoff -. Un risultato che fornisce ancora un’altra finestra sui mondi sensoriali dei nasi altamente evoluti dei cani».

Per raggiungere questo risultato i ricercatori delle due università hanno addestrato tre cani domestici a scegliere tra un oggetto caldo (31 ° C) e uno a temperatura ambiente, ciascuno posizionato a 1,6 metri di distanza. I cani non erano nelle condizioni di vedere o annusare la differenza tra i due oggetti. Dopo l’addestramento, i cani sono stati testati sulla loro abilità in ulteriori esperimenti e tutti e tre hanno rilevato con successo gli oggetti che emettono una debole radiazione termica.

«I cani sono in grado di percepire la radiazione termica proveniente da corpi caldi o radiazioni termiche deboli e possono anche orientare il loro comportamento in base a questo segnale – ha detto alla Reuters Anna Bálint, dottore di ricerca ungherese e autrice principale dello studio – . Abbiamo cercato un’area nel cervello che mostrasse un’attività più elevata se in presenza di un oggetto più caldo». Elemento che le scansioni cerebrali l’hanno confermato.

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